¿Puede el error hacer parte del aprendizaje?
Esta imagen ha sido recopilada de dibujos de un autor italiano que se ocupa de representar gráficamente algunas incoherencia del sistema educativo. Su nombre es Frato.
Algo de esto tiene que tener un profe de matemáticas
¿Crees que es posible enseñar así?
¿Qué dificultades encuentras a la hora de enseñar matemáticas?LA ENSEÑANZA DEL PRINCIPITO
En este apartado se irán comentando trozos del Principito a la luz de la experiencia profesional de alumna de práctica que va aprendiendo a ser maestra. El contenido está en italiano y pero es fácilmente comprensible.
La sfida di crear dei legami consiste in sapere fare della professione di
maestra un arte di intrecciare i giusti fili per creare un arrazzo prezioso.
Questi fili sono: la didactica, la relazione con gli alunni, la capacitá di promuovere
i cambi pedagogici. Vi chiederete che senso hanno queste idee. Eppure,
rappresentano le fondamenta della mia esperienza.
La mia sfida di creare dei
legami educativi é tale perché non
arrivo mai a un traguardo. Anzi é un cammino che inizió il primo anno
dell’universitá, quando per la prima volta entrai in una classe, e continuerá
per tutta la vita. Da quel momento, si inauguró un percorso nel quale sono
sempre un apprendista. Un apprendista che impara attraverso di vittorie e di
sconfitte, di grandi successi e di grandi cadute.
Per questo ricordo ancora
la sensazione di organizzare la mia prima lezione. Non avevo uno schema, non
avevo un riferimento chiaro. Solo mi chiesero che i ragazzi di 11 anni
analizassero una poesia e la commentassero. Senza sapere come portare avanti la
attivitá, cominciai a usare tutte quello che avevo appreso durante il Liceo.
Nonostante non avessi molta esperienza, ricordo che quella ora di letteratura
fu un trionfo. TUTTO SCATURÍ DA UNA INTUIZIONE. Poco a poco compresi che
lasciarsi guidare solo dall’intuizione é come lasciarsi portare via dalle onde
senza poter controllare la direzione della tua barca. L’anno dopo, grazie a un
Laboratorio di Didattica potemmo verificare che i miei metodi era molto
creativi pero poco scientifici. Allora capii che quando si inizia una
spiegazione é importante usare dei riferimeti visivi che accompagnino le parole
perché si possa comprendere meglio quello che si spiega; che é importante
iniziare sempre dall’esperienza del bambino perché lui ha delle idee su un
determinato tema siano esse giuste o no; che il propio corpo parla e bisogna
fare attenzione ai messaggi ambigui tra le parole e il linguaggio non verbale
che mandiamo; soprattutto compresi che i ragazzi si interessano solo quando si
fanno delle domande sulla realtá che li circonda.
Allora la sfida di creare
legami educativi diventa la sfida di preparare una classe, di pensare le
attivitá che si faranno e aprire cosí l’appettito della conocenza e del sapere.
L’obbiettivo quindi é fare in modo che non ci si stanchi mai di apprendere, ma
che si voglia mangiare ancora, si voglia approfondire sempre piú.
El triunfo de la empatía educativa
Ser educador no tiene que ver solo con la capacidad de instruir y crear modelos educativos ya existentes, sino atañe a la destreza de conectar con el mundo interior de cada alumno y despertar el don que cada uno lleva dentro.
Toda esta introducción sería un hueco hablar si no estuviera conectado con una experiencia real que pude hacer hace unos días. Un día, mientras estaba dando clase de apoyo a un grupo de niños de sexto de primaria, me di cuenta que uno de ellos llevaba un pesar muy grande. En su expresión física se notaba que algo le estaba afectando. Me decidí a hablar con él. Su dolor le cerraba la posibilidad de que alguien pudiera comprender su situación. Sin embargo, apostó por dejarme entrar en su mundo. Al final del coloquio, su cara cambió y se iluminó. Terminó diciendo: Me siento liberado.
Esta situación me hizo comprender cómo los atascos y bloqueos educativos, muchas veces dependen de otros factores que no siempre están relacionados con los académicos.


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